Il 2025 è stato senza dubbio l’anno più delicato della carriera professionistica di Gaia Realini (Pescara, 2001).
«Il 10 gennaio ho riportato un infortunio al gomito che inizialmente sembrava di poco conto, ma che con il tempo si è rivelato più serio del previsto. Devo ringraziare lo staff che si è preso cura di me, perché insieme siamo riusciti a rimettere le cose a posto. Purtroppo, però, in seguito mi sono ammalata più volte e questo ha spezzato ogni continuità nella preparazione. Non sono mai stata al 100%, viaggiavo sempre intorno al 40-50%. È stato un anno davvero molto difficile».
Dopo i podi al Giro d’Italia Women e a La Vuelta Femenina nel magico 2023, confermati poi dal settimo posto nella Corsa Rosa due anni fa, Realini descrive l’ultima stagione come «una salita lunghissima, di quelle in cui non riesci a vedere la vetta». «Avere un contratto lungo, in scadenza a fine 2027, mi ha aiutata molto, ma soprattutto è stato fondamentale il supporto dello staff. E poi la mia famiglia, sempre al mio fianco, il mio allenatore: avevo tutto ciò che mi serviva. Sono queste piccole grandi cose che ti permettono di rialzare la testa e andare avanti».
Da un periodo così complesso, la scalatrice abruzzese porta comunque con sé una consapevolezza positiva: «Sento di aver fatto un grande passo avanti, sia dal punto di vista mentale che fisico. Non vedo l’ora di tornare competitiva come negli anni passati. Voglio ritrovare fiducia in me stessa e so che, se ho ottenuto certi risultati nel ciclismo, non è stato per caso». I primi segnali incoraggianti sono già arrivati: «Ho iniziato al Tour Down Under, chiudendo 26ª. Avevo qualche dubbio, soprattutto per il viaggio lungo, poi però ho pensato che il caldo potesse farmi bene. Successivamente ho corso la Setmana Valenciana e ora stiamo procedendo davvero passo dopo passo».
Pur ribadendo che il suo calendario sarà costruito senza forzature, «gara dopo gara», Realini non nasconde l’emozione per il tracciato del Giro d’Italia Women 2026 (da sabato 30 maggio a domenica 7 giugno). Anche se le dispiace non poter correre sulle sue strade di casa, ammette: «Quando ho visto che nel percorso c’erano il Colle delle Finestre e una cronometro come la Belluno–Nevegal, non piatta ma una vera cronoscalata, mi sono emozionata. Ho pensato subito: “Ok Gaia, per essere lì devi tornare al 100%”».
«Non prometto nulla», conclude, «ma voglio ringraziare chi mi è stato vicino nei momenti più difficili, non chi all’inizio parla di te e poi sparisce. Voglio ritrovarmi e tornare a essere la Gaia di sempre».
E quel momento, ora, sembra sempre più vicino.