Emilia-Romagna, una continua sorpresa
Arte e cultura a 360 gradi, natura incontaminata, cibo genuino, la passione per le due e quattro ruote, il benessere termale, il divertimento della Riviera Romagnola e un calendario di eventi lungo 12 mesi.
Quando si pensa di conoscere l’Emilia-Romagna, ecco che la Regione – unica in Italia a prendere il nome dalla millenaria via che la taglia da sud est a nord ovest, da Rimini a Piacenza (la Via Emilia) – è pronta a sorprendere con un primato, una curiosità e luoghi semisconosciuti. Con 44 prodotti tipici riconosciuti l’Emilia-Romagna è leader europeo per Dop e Igp, con “fuoriclasse” quali Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e Lambrusco, ma anche nella ristorazione non scherza, con il primato, riconosciuto dalla prestigiosa Guida Michelin 2023, di Bib Gourmand, ovvero i ristoranti con il miglior rapporto qualità-prezzo (sono 32). Restando in tema di primati, in Emilia-Romagna nascono le supercar più ammirate del mondo: Ferrari, Maserati, Lamborghini, Pagani, Dallara, e anche le “rosse” a due ruote più desiderate, le Ducati, senza contare 4 autodromi, 13 musei specializzati e un circuito di 18 collezioni private. E nel benessere termale la Regione è seconda in Italia per strutture, con 23 centri ospitati in 19 suggestive località.
In materia di arte l’Emilia-Romagna vanta ben 12 riconoscimenti UNESCO, dai mosaici paleocristiani ravennati a Parma Città Creativa per la Gastronomia, dalla Riserva Integrale di Sasso Fratino (nel Parco delle Foreste Casentinesi) alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, passando per Modena, Ferrara, Faenza, Bologna e il Parco Regionale del Delta del Po. Quanto a luoghi affascinanti e tutti da scoprire, non c’è che l’imbarazzo della scelta, dal Circuito dei Castelli, con 85 strutture tra manieri, fortezze e rocche, ai 58 borghi sparsi tra l’Appennino e la Costa Adriatica, premiati con i più prestigiosi riconoscimenti, passando per la natura, con 2 parchi nazionali, 1 parco interregionale, 14 parchi regionali e decine di riserve naturali protette.
Emilia-Romagna “paradiso” del ciclismo. A Rimini Velo-city 2026
L’Emilia-Romagna è una meta di prim’ordine per gli appassionati di ciclismo, unendo storia e arte a natura e a una tradizione enogastronomica che vanta ben 45 prodotti DOP e IGP: con “campioni” come Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma e ultimo riconosciuto l’Erbazzone reggiano IGP. Le bellezze di questo variegato territorio si offrono generosamente agli amanti dello sport e del ciclismo in particolare. Dalla soleggiata Riviera Romagnola alle dolci colline, dal fiume Po fino all’Appennino, la regione offre ben 9.000 km di percorsi adatti a ogni ciclista, su strada, in mtb, gravel ed e-bike. Con più di 20 ciclovie fra natura, città d’arte e borghi e 500 strutture ricettive bike-friendly, in Emilia-Romagna ogni viaggio si trasforma in un’esperienza unica, arricchita da golose soste enogastronomiche.
Nel 2026 il focus è certamente su Rimini, che è molto più di una località balneare di fama mondiale: è una delle porte d’accesso all’Emilia-Romagna da pedalare e quest’anno dal 16 al 19 giugno ospiterà Velo-city, che torna in Italia dopo oltre 30 anni. E cosa è Velo-city? E’ il summit mondiale dedicato alla mobilità ciclistica e alla pianificazione urbana sostenibile. Quattro giorni di incontri con esperti, ricercatori e associazionismo per promuovere l’uso della bicicletta come strumento quotidiano. Rimini è pronta ad accogliere Velo-city: con oltre 130 km di piste ciclabili urbane e una vasta rete nell’entroterra, la città è il punto di partenza ideale per esplorare il territorio in bicicletta; pedalando tra le antiche vie romane prima di addentrarsi nelle colline della Valmarecchia e della Valconca per scoprire fortezze medievali e panorami mozzafiato. Dalla rete ciclabile urbana ai sentieri sterrati, Rimini unisce il fascino della costa all’autentico spirito del ciclismo italiano.
Le esperienze di «Wonders. Scopri l’Italia delle meraviglie»
Scopri le 51 esperienze Wonders in Emilia Romagna ideate in collaborazione con Touring Club Italiano, Slow Food Italia, WWF ed Unesco e ascolta i podcast dedicati con le voci di Luca e Paolo
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