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Percorso
Tappone Dolomitico che propone nella prima parte le salite del Passo Tre Croci e del Passo di Sant’Antonio per immettersi nel circuito finale di circa 23 km che affronterà due volte la salita di Costa (circa 4 km al 9%). Al secondo passaggio a metà salita sarà aggiudicato a San Nicolò Comelico il traguardo con abbuoni.
Ultimi km
Finale in discesa fino a circa 700 m dall’arrivo. Strada larga, con qualche semicurva. Rettilineo di arrivo di 300 m su asfalto larghezza 7 m.
partenza / arrivo
dettaglio salite
ultimi km
crono tabella
info turistiche
Città di:
Longarone
Panoramica
Il Comune di Longarone (Longarón, nome in dialetto veneto e in ladino) si colloca nel punto in cui si incontrano la valle del Piave, la Val Zoldana, le porte del Cadore e la Val Cellina (Friuli Venezia Giulia). La storia di Longarone affonda le sue radici già in epoca romana ed oggi il Comune è il risultato dalla fusione nel 2014 dei preesistenti comuni di Longarone e Castellavazzo.
Oggi Longarone è un esempio unico di come una comunità possa rinascere a seguito di un’immane tragedia, la tragedia del Vajont – 9 ottobre 1963 (quest’anno ricorre il 60° anniversario), grazie alla solidarietà di tante comunità e alla resilienza della popolazione.
Gastronomia
Tra i prodotti tipici longaronesi ci sono le “pendole” strisce di carne affumicata aromatizzata con ginepro e spezia naturali. Le carni sono principalmente bovine e suine ma non mancano le varianti con carne di selvaggina sutoctona. Altro prodotto peculiare della zona dolomitica è il gelato artigianale, dalle valli zoldane e cadorine i mastri gelatai hanno esportato e fatto apprezzare in tutto il mondo questa prelibatezza. A Longarone ogni anno i gelatieri si ritrovano alla “Mostra internazionale del Gelato” presso il palafiere.
Punti d'interesse
Luoghi del Vajont
Si trova nel confinante Friuli Venezia Giulia la diga del Vajont, nel cui lago cadde la frana che creò l’onda che distrusse Longarone nel 9 ottobre 1963. I luoghi simbolo, oltre alla diga stessa, alta 260 metri che rimase intatta, sono la chiesa di Santa Maria Immacolata, dalla caratteristica forma circolare, il Museo “Longarone Vajont, attimi di storia, il campanile di Pirago salvatosi dal disastro, e il cimitero monumentale nella frazione di Fortogna che ospita i cippi a ricordo di ognuna delle 1910 vittime provocate dalla sciagura.
Castellavazzo
Il toponimo attuale “Castellavazzo” deriva da Castellum Laebactium, ossia il Castello dei Laebactes, un antico centro di epoca romana, sviluppatosi su una rocca lungo il corso del fiume Piave. Alla sommità, troviamo l’antica pieve dei Santi Quirico e Giulitta (nata sulle rovine dell’antico castello). La località è stata ed è tuttora un centro di notevole importanza per l’estrazione e la lavorazione della pietra pregiata di Castellavazzo, di colore variabile dal rosso scuro al grigio.
La Torre della Gardona
La torre di forma triangolare, architettura originale e priva di esempi analoghi, è ubicata su un dirupo a strapiombo sul Piave e ha da sempre suscitato interesse e stupore. La Gardona è spesso indicata come torre, fortilitium o passo, ma indubbio era il suo ruolo di controllo doganale per il transito verso il Cadore. Oggi è il simbolo araldico dello stemma del Comune di Longarone.
Cajada
L’ampia Foresta di Cajada (o localmente Cajada) è un magnifico anfiteatro naturale, di altissimo valore ambientale, sospesa sull’alta Valle del Desedan. Parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi si trova in mezzo a boschi fitti, con biotipi notevoli: abeti bianchi, faggi, larici e pino mugo. Le verdi radure ondulate e la vasta conca pascoliva caratterizzano la località di Palughet.
Le frazioni
Attorno alla città di Longarone gravitano le sue frazioni ricche di storia e tradizioni, oltre alla già citata Castellavazzo, che ospita il Museo della Pietra e degli Scalpellini ci sono le pittoresche località di Olantreghe e Podenzoi. Codissago ospita il Museo degli Zattieri che ricorda gli storici trasportatori di legname verso Venezia. Dogna e Provagna con caratteristici centri storici di case in pietra, Faè, Fortogna coil cimitero monumentale. Verso la Valzoldana si trovano Soffranco e Igne con la iconica passerella sul torrente Maè.
Santo Stefano di Cadore
Panoramica
Il Comune di Santo Stefano di Cadore si trova nella provincia di Belluno, in Veneto, nel cuore delle Dolomiti. Circondato da paesaggi montani di grande valore naturalistico e attraversato dal fiume Piave, il comune rappresenta un importante centro storico, culturale e turistico dell’area del Cadore.
Oggi il comune è conosciuto per la sua forte identità alpina e per la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Il centro abitato conserva edifici storici, chiese e spazi caratteristici che testimoniano la tradizione del territorio cadorino. La presenza delle Dolomiti rende inoltre Santo Stefano di Cadore una meta apprezzata per il turismo naturalistico e sportivo, con attività legate all’escursionismo, al ciclismo e agli sport invernali.
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